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Vincere e perdere

vincereEcco, ecco ho realizzato i miei sogni… Quasi tutti, la parte più grossa…

E ora, ora posso abbandonare un’altra estate a fare tutto tranne che fermarmi al mare, ad affogare i pensieri nel sale.

E cammino e spendo soldi che non ho in simpatiche fughe dalla realtà. E allora cerco qualcosa dentro i libri e non devo più studiare e cosa devo fare?

Cerco te sotto le coperte, sotto lenzuola troppo spesse, rese pesanti dalle mie lacrime… E ho pianto così da disidratarmi e non più un liquido nel mio corpo e avrei voluto che fosse vodka a scorrermi nelle vene, per dimenticarmi di esistere. Ma ho vinto. Ho vinto contro tutti, contro chi mi ha screditato, chi mi ha resa debole, chi ha provato a conoscermi e non ci è riuscito, chi è convinto che quello che ha visto sia sufficiente a definirmi.

E ho vinto io, a letto ho vinto io, nei libri che ho letto ho vinto io e con te, con te ho vinto io. E le tue mani grandi da musicista che provano a conoscermi e ancora sbagliano mira e non sanno abbracciarmi.

Ho vinto io, stavolta ho vinto io.

Lasciami godere questa mia sconfitta.

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Battaglie

incantodiluceScoppia la guerra, scoppia dentro la stabilità di un mondo creato con il tempo… Scoppia e sei persa, tra l’ansia delle tue abitudini e la volontà di qualcosa di nuovo, con la paura di rimanere ancora da sola, per tanto tempo… Troppo.

È troppa la necessità di un abbraccio, è troppa la voglia di dormire in un letto riscaldato da due corpi. Ma le situazioni si creano e siamo diversi…

Ti aspetto, tra le notifiche del cellulare cerco le tue e non ci sono. Sciogliersi in lacrime, ci viene bene. Tu hai sentito che sapore hanno?

E fai una scenata e ti odi, perchè hai ragione. Tu sai come sei.

È finita, ma nessuno ha il coraggio di dirselo. Eppure hai combattuto per me le tue battaglie migliori e ho scritto i miei ringraziamenti per ultimi e ho cercato di non piangere. Poi ci siamo sdraiati sul prato al tramonto, quando l’assalto era finito e ci siamo fatti avvolgere dall’arancione del sole che cade….

E sei un classico e io, poi, sono sempre nuda di fianco a te, con Bach in sottofondo, con la voglia di distruggerti i fianchi e di morderti le labbra e alla fine dormi… Tu dormi sempre.

E poi, io continuo a correre, tu che fai?

Tu hai ancora un po’ di coraggio?

Giro del mondo

DSC00992Alla fine ho pianto, davanti all’Albero della Vita io ho pianto. Ho pianto nel Padiglione dell’Italia, della Polonia, della Corea, io piangevo…
Il mondo è meraviglioso, le culture sono meravigliose e io ero sopraffatta da tutte queste cose stupende, dalla capacità di far risorgere la Terra nel centro di Rho, dal sentirmi in mezzo a qualcosa di estremamente importante, qualcosa che finirà nei libri di storia.
E io ero lì che facevo milioni di foto e mi sentivo parte di qualcosa!

Ed è stato fantastico essere lì con te, con te che mi tenevi per mano e mi accompagnavi per il nostro giro del mondo, quello che ci siamo promessi mille volte di fare, ma che chissà quando davvero potremo farlo.

Avrei voluto festeggiare, oggi o il mese prossimo e invece ci tocca aspettare…

E che mondo sarebbe senza l’Italia, tutta la magia, tutto il cibo e le persone, i poeti e i musicisti, mancherebbe gran parte di quello che conosciamo… Mancherebbe un tirante dell’umanità. Chissà che nome avrebbe l’America e se la Cina sarebbe diventata lo stesso una potenza mondiale.

Voglio tornare all’Expo, io ci voglio tornare.

Cassetto

34Ho aperto il cassetto… Lo ho aperto e ho preso quello che c’era dentro… L’ho messo nella borsa…
So, io so dove sono le chiavi,  io apro la porta… Io so,  lo so e me ne vado…

Ho cercato un paio di lenzuola, so dove trovarle… Ho il mio cassetto… Ci sono le mie cose…
So dove sono le cose… Ma tu dove sei…

Ho aperto la porta e stavo scappando… Andavo via e correvo, correvo per la strada… Qualcuno mi ha tirato… Lasciami andare, anche se non voglio, lasciami andare… Tu me lo hai chiesto…

Avevo preso tutto dal cassetto… Non sarei più tornata… Ho pianto… Mi ero ripromessa di non farlo…

Ero di troppo… Sono troppo… Aggiungi tu l’aggettivo…

Ora sono sul divano, non sono andata via… Ho urlato… Ma non sono andata via…
Ora siamo sul divano e tu mi hai tirata e mi hai spogliata, con tutti i miei difetti, ora si vedono, ma te ne freghi… Tu li cerchi… Provo a nasconderli e li scopri…
Ci siamo lasciati i lividi… Quando guariranno saremo ancora su questo divano e tu mi starai dicendo che non è mai successo…

Ho aperto il cassetto… Era di nuovo tutto a posto… Ho chiuso la borsa… Non vado via più…

Non voglio andare via…