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Vincere e perdere

vincereEcco, ecco ho realizzato i miei sogni… Quasi tutti, la parte più grossa…

E ora, ora posso abbandonare un’altra estate a fare tutto tranne che fermarmi al mare, ad affogare i pensieri nel sale.

E cammino e spendo soldi che non ho in simpatiche fughe dalla realtà. E allora cerco qualcosa dentro i libri e non devo più studiare e cosa devo fare?

Cerco te sotto le coperte, sotto lenzuola troppo spesse, rese pesanti dalle mie lacrime… E ho pianto così da disidratarmi e non più un liquido nel mio corpo e avrei voluto che fosse vodka a scorrermi nelle vene, per dimenticarmi di esistere. Ma ho vinto. Ho vinto contro tutti, contro chi mi ha screditato, chi mi ha resa debole, chi ha provato a conoscermi e non ci è riuscito, chi è convinto che quello che ha visto sia sufficiente a definirmi.

E ho vinto io, a letto ho vinto io, nei libri che ho letto ho vinto io e con te, con te ho vinto io. E le tue mani grandi da musicista che provano a conoscermi e ancora sbagliano mira e non sanno abbracciarmi.

Ho vinto io, stavolta ho vinto io.

Lasciami godere questa mia sconfitta.

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Affogare

imagesCambiano le cose… Siamo andati al mare, siamo fuggiti da questa pioggia che ci era entrata nelle ossa, e il freddo… Ormai anche la speranza si era persa… Non restava niente… Siamo andati al mare, con le sofferenze che caratterizzano il mare, con i sassi che graffiano i piedi e con la tua incapacità di stare a galla senza rotolare… Sei buffo e dolce.

So di più di te… Ho visto la tua vera casa, e respirato l’aria del tuo mare che è così diverso dal mio, che gira intorno a qualcos’altro, qui sai che il mare è a est… Andiamo a Est, sempre a Est… Ho visto l’alba, il sole che sorgeva dal mare, e tu dormivi… Ti ho stretto la mano… Ci siamo, è il momento… 

Ma quando si torna a casa le cose precipitano, la pioggia ha cambiato tutto.

Per nessuno è stata estate, per noi meno degli altri…

Lasciati abbracciare un po’ di più stanotte…

In mezzo

piscinas-sardegna-foto-fabrizio-lutzoniLeggi così… Leggi per leggere… Nessuno ti chiederà di che parla quel libro… Cosa leggi?
E quando leggi e ti senti che ti hanno strappato un pezzo di te… Qualcosa che non potrai mai più riavere…

Lui ha tenuto le vecchie chiavi, quelle dei primi 3 anni. Quelle della vecchia casa non le abbiamo mai avute. Troppo piccoli, ci dicevano all’inizio. Presto ci trasferiremo, ci hanno detto per tanto tempo. Ma appena trasferiti, sì, eccole, un paio di chiavi a testa… Non era cambiato niente e in compenso era cambiato tutto. Ognuno aveva la sua chiave, ognuno entrava e usciva quando voleva.

Ma era poi quella, casa?
Ho ancora paura a dormire da sola, qui dentro, perchè c’è silenzio, assoluto, e a me il silenzio non piace…

Eppure sento che mi hanno strappato un pezzo di casa… Di qualcosa che non sarà più mia per davvero molto tempo, e anche quando potrò averla sarà qualcosa di fugace… E’ il dramma di chi nasce da genitori di posti diversi, che ti crescono con le tradizioni di entrambi, sei mesi qui sei mesi lì… Nessuno può capirti fino in fondo se non ha visto tutti i luoghi da cui provieni.
Ho sofferto sapendo che non ti avrei rivisto quest’anno, terra secca e arida, che lasci un segno profondo ogni volta che ti tocco… Che mi hai bruciato i piedi così tante volte, così che saprei dire anche il numero di arbusti sulla strada dal porto a casa. Ma le chiavi di quella casa non le avremo mai e gli spazzolini, i nostri, non rimarranno mai la.

Per sapere chi sono dovrai percorrere quelle strade e contare gli arbusti, riconoscere il giallo e l’ambra dei sugheri piegati, dovrai riconoscere il mare, sentire l’odore del vento e sapere il nome di ogni parte di me che corre su quelle strade vuote nei chilometri e chilometri di nulla in cui, in parte, sono cresciuta.

Anno Uno

mag_18_lago_nuvoleChe comunque qui piove e ci si può fare poco…
Però nascono gli amori e si rischia… Perchè il freddo ci unisce e ci allontana… Siamo freddi e non abbiamo il mare e alla fine possiamo solo far condensa…

Scriviamo biglietti in rima… Qui dove piove e fa freddo anche d’estate… Troviamo il sole altrove… Noi siamo disposti a cercarlo… Il sorriso… Il tuo… Sotto quei capelli neri e i denti perfetti…
Semi addormentato, io mi alzo e non te ne accorgi… Mi tiri le coperte e io ti abbraccio… Parli nel sonno e mi spavento… Chi chiami? Chi cerchi?
Le tue mani… Ogni dito è una melodia diversa, che tu sai suonare e suoni dovunque e io voglio sorprenderti, ma non posso insegnarti nulla…

Alunna docile… Quanto orgoglio… E mi respiri sul collo ed è questo l’estro…

Qui piove ma gli amori nascono lo stesso e lo stesso escono per avere i primi appuntamenti, si bagnano i piedi e nelle loro scarpe crescono i girini…
A volte qui nevica, ma si sa che la neve riscalda i germogli…

Qui si passeggia, e c’è un lago a fare da epicentro, qui non ci si spoglia…

Ed è passato un anno e io sono già felice… E’ già passato un anno ed è cambiato tutto…

E’ già passato un anno e io so finalmente dove sto andando…

Cos’è Casa?

2013-08-13 20.22.22

Ho cercato… Ho cercato di spiegare… Di capire… Ho capito…
Ho capito che mi sono persa… Altre volte, alla ricerca dell’acqua, mi sono persa e poi ritrovata…

Tu mi hai ritrovata, come quando un cavallone mi ha fatto svenire e il mare ha deciso che meritavo di salvarmi, facendomi galleggiare poco più in là…

Sono legata a questo mondo, io non posso farci niente, tu ne puoi fare parte…

Ho portato a casa il sale e ho dormito nel tuo letto, ho respirato la tua sabbia, quella di un altro posto… Di un altro mare…

Il caldo sulla ss131, soffocante… L’aria fredda di Linate…
Ed ero lì quando sei arrivato in stazione… E ero la persona più felice del mondo… Ed ero emozionata… E mi sono sciolta…

Io sono tornata a casa per 10 giorni… E poi sono tornata a casa di nuovo, qui con te… Che sei la mia casa… Qui, dove resterò tutto l’anno…
E pensare che fino a poco tempo fa avrei fatto le valigie e traslocato in quella casa circondata dal mare, che sa di vento e di sole… E pensare che l’avrei fatto senza nemmeno pensarci su due volte… Ero sazia della casa che sa di boschi e neve, e di quel freddo…

E ora tu sei la mia casa… Le tue braccia sono il posto giusto dove stare… Il tuo corpo è l’unico che voglio che si adagi accanto a me…

Sono qui e non me ne vado…

Per l’ennesima volta ho inseguito il tramonto, e, come tutte le volte, quando ho toccato terra, mi sono spezzata….