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Rovine

rabbiaCon la voglia di cercare un sorriso, di quelli che non si vedono da tanto tempo e una risata cristallina… E ti ritrovi a fare foto ad una parete a specchio e pensi, non sarò mai più felice di così…

Ma a volte sei tu quello dall’altra parte, che sta urlando e forse nemmeno vuole rispondere. Dietro tutto quel vetro chi si nasconde?
E i sorrisi, che fine hanno fatto davvero?

Non so fingere e non c’è niente di peggio che il dover fingere di essere felici quando vorresti urlare che non è così… Grazie a Dio c’è il vino a sciogliere le membra e i sorrisi e abbracci le persone e sai che quel tocco sulla mano forse è di troppo, ma non ti importa e lasci che le cose scorrano e ti ritrovi a mangiare dolcetti, a volere il cioccolato e a casa la dispensa è vuota…

Ho dovuto mostrarmi diplomatica e l’ho fatto… Ora voglio quello che è mio e che mi spetta… Perchè io so che è lì e che mi aspetta e ci voglio andare… Ci voglio andare insieme a te…

Dovevo correre e mi sono fermata, fermata a respirare… Mi sono alzata, invece, e ho urlato… E ho pianto, perchè ero arrabbiata e mi sono sentita un nulla, lì tra le tue risa, lì sotto il tuo sguardo… E ero arrabbiata perchè so quello che valgo e so quello che ho fatto, le mie unghie lo sanno, le ho rosicchiate fino all’ultimo…

Ciao, come stai? Ti chiamo da qui, chi sa se ancora pensi di avermi spezzato il cuore…

Io ho riaperto le porte e ho lasciato che il mondo entrasse di nuovo e ho detto di no alle rovine di una vita che, forse, non era nemmeno mia…

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Principe

castelli003Dimmi che sei tu quello che suona alla porta, che corri per vedermi, che sali le scale, sudato, arrivi e ti lasci spogliare, piano, lentamente, come un principe dalla sua amante…

Impegnati e dammi un segnale che sai quello che succederà e che non hai paura del futuro, perché io non ne ho…
Impegnati, cerca dentro di te e trova quello che cerchi, non ero io, dunque?
Impegnati, mi hai sognato almeno una volta? Ricordi quello che ti dicevo?

 

Quante volte vi ho sgridato, a te e a quella tua innata incompetenza a gestirti da solo, a sapere organizzare la tua vita, io so farlo meglio. Molto meglio.

E mi odio, mentre tu, in silenzio, mi odi. E sono gelosa, di lei e invidiosa. Gelosa e invidiosa di loro, felici, spensierati e dei suoi capricci… La sua ingiusta bellezza… La famiglia, il mio disagio… Le urla…

Voglio stare da sola con te a parlare… Tu non sai parlare e ti vergogni ancora di me, non ti senti libero di dire quello che pensi e allora, mi ami?

Ho rincorso me stessa per una vita, per fermarla, per convincerla che sarebbe andato tutto bene. Poi ti ho incontrato e ho smesso di correre, ma hai iniziato tu…
Io non riesco a fermarti… Se tu non vuoi fermarti io ti lascerò andare.

Cassetto

34Ho aperto il cassetto… Lo ho aperto e ho preso quello che c’era dentro… L’ho messo nella borsa…
So, io so dove sono le chiavi,  io apro la porta… Io so,  lo so e me ne vado…

Ho cercato un paio di lenzuola, so dove trovarle… Ho il mio cassetto… Ci sono le mie cose…
So dove sono le cose… Ma tu dove sei…

Ho aperto la porta e stavo scappando… Andavo via e correvo, correvo per la strada… Qualcuno mi ha tirato… Lasciami andare, anche se non voglio, lasciami andare… Tu me lo hai chiesto…

Avevo preso tutto dal cassetto… Non sarei più tornata… Ho pianto… Mi ero ripromessa di non farlo…

Ero di troppo… Sono troppo… Aggiungi tu l’aggettivo…

Ora sono sul divano, non sono andata via… Ho urlato… Ma non sono andata via…
Ora siamo sul divano e tu mi hai tirata e mi hai spogliata, con tutti i miei difetti, ora si vedono, ma te ne freghi… Tu li cerchi… Provo a nasconderli e li scopri…
Ci siamo lasciati i lividi… Quando guariranno saremo ancora su questo divano e tu mi starai dicendo che non è mai successo…

Ho aperto il cassetto… Era di nuovo tutto a posto… Ho chiuso la borsa… Non vado via più…

Non voglio andare via…

Fammi entrare

imagesMale… Mi sono sdraiata a terra e ho respirato… Male… Avrei voluto cadere… Mi hanno esaudito… Sono caduta… E più faccio e meno sembra essere sufficiente… E sento il peso della vita…

Abbiamo urlato… La testa rimbomba… Mi fanno male le orecchie… Una verità, una sola, ce la siamo detta?

“Ele, ti prego non uccidermi!” ho perso un battito… Ho perso un po’ di vita… Ho avuto paura… Sola, nel ribollire degli eventi e non mi distrae nemmeno questo e mi impegna e c’è sempre qualcosa o qualcuno da aspettare e c’è sempre un ritardo da giustificare e un incidente che può capitare…

Le cose non devono capitare… Le cose si programmano… Ho programmato la mia ansia e mi sono rosa… E le mie ulcere si allargano e non guariscono… E le mie ulcere fanno male…

La lingua non si ferma e continuo a parlare di qualunque cosa… Lascia correre… Lascio correre… Corriamo, perchè dobbiamo farne di cose e vederne di posti… Camminare non è sufficiente…

Mi sono resa indipendente da quella schiavitù, ma ora, qui da sola, non so… Non so più quanta strada mi resterebbe da percorrere se… Se tu… Se noi… Se mi avessi detto… Se l’avessimo saputo prima quanto era difficile essere adulti, mentre ci stringiamo sotto le coperte e cerco di lenire le tue ansie… “Va tutto bene… Sono qui”…

Ho scoperto che sto davvero male a vederti così… Ho scoperto che ci tengo… E ogni parola che tu dici io la serbo e tutto diventa parte di noi… E ogni parola la stringo e so che posso appoggiarmi…

“Diventi ogni giorno più bella…”

E i tuoi amici che sanno venire a trovarti e a farti compagnia… E i tuoi amici che sanno respirare con te il fumo della tua stanza… I tuoi amici, ma anche io… Lasciami entrare, per favore?

Per favore…