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Le 10 regole del Sostituto

medicinaHo iniziato a cogliere il mio sogno, a lavorare. Ho iniziato a fare il medico. Tutta la storia di questi anni per arrivare fino a qua, quando ora le cose sono finite e mi chiedo, quando sono successe, quando sono stata così in ansia per un esame, quando non ho dormito per l’eccitazione di dover cominciare un internato nuovo e per rendermi conto che era la strada giusta?

Quando? Quando sono stata in ansia perché ho fatto la mia prima sostituzione?

In sei anni impari solo un quarto di quello che c’è da sapere, perché tutto è contro di te quando ti siedi per la prima volta sulla sedi del medico, dall’altra parte della scrivania, con in una mano il ricettario rosso e nell’altra il mouse del computer, pronto a dimostrare cosa sai fare, cosa pensi di saper fare.

E allora impari.
E io ho tirato fuori 10 regole per non dimenticarmi mai che, anch’io ho iniziato da zero, anche io ho cominciato da qui:
1)I piedi sono importanti, tutti hanno qualcosa ai piedi e tu non ne saprai mai abbastanza;
2)Se inizi a lavorare nel tuo paese, il primo giorno avrai fuori dalla porta dell’ambulatorio, almeno 3/4 pazienti che dichiareranno di essere tuoi parenti. Il numero si moltiplicherà nei giorni successivi;
3)Se inizi a lavorare nel tuo paese v2.0, -Ah, ma te sei la figlia del/della… ;
4)Se inizi a lavorare nel tuo paese v3.0, -Oh, quando vedo la tua mamma/il tuo papà glielo dico che sono venuta da te!;
5)La tecnologia sarà contro di te: la stampante sbaverà inchiostro e vi si incepperà la carta, il computer si bloccherà e non risponderà a nessun comando (e quando dico nessuno, intendo nessuno, nemmeno a ctrl alt canc) e dovrai togliere la corrente a tutto il blocco elettronico per farlo ripartire, nella speranza che non scoppi, lo scanner smetterà di scannerizzare proprio quando ti servirà di più. Ma, tranquillo, una sola cosa non smetterà di lavorare, il telefono, quello suonerà in continuazione, soprattutto quando starai cercando di disincastrare la carta dalla stampante con una mano e con l’altra di far ripartire il computer;
6)Fare i certificati di malattia sarà tra le avventure più emozionanti, soprattutto quando non funzionerà il sito dell’INPS;
7)Ti si bloccherà la valvola dello sfigmomanometro;
8)I pazienti ti chiederanno di tutto, sii pronto a tutto;
9)Alcuni ti crederanno inesperto e -oh, ma ti te ses tropp giuin, te ses sicür di esser un dutur?, niente panico, saprai di sicuro di essere giovane e inesperto, sarai comunque bravissimo.
10)Alcuni nonnetti saranno così amorevoli che vorrai adottarli. Sono i migliori, soprattutto quando ti porteranno i dolcetti.

Tutti iniziamo da zero. L’inizio è solo la partenza.

Goditi il viaggio, fidati, è meraviglioso.

Fa male

downloadCome fa male, come mi fa male il cuore… Essere tanto amata e non potermelo godere… Come fa male stare in pensiero per stupidaggini… Come fa male…
Come ho paura ora, paura per niente, paura del dolore… E conto le ore, ora…
Si chiama ansia, è lì da sempre, in silenzio per un po’ e poi mi distrugge e mi ferisce e mi blocca… E piango per ore, e per ore piango…
E tutti si disperano e si preoccupano…

Non sono sola, ma mi sento persa quando succedono queste cose… Mi sento infinitamente persa e sola, come se corressi nel deserto… E non riesco a stare, non riesco ad andare… Non capisco… E cado nel baratro… Sbaglio a scrivere e ricorro a metodi palliativi, pochi secondi… Poche ore di pace… Mi faccio paura… Ho paura…

Fa male, e non passa… Ma io ci provo e combatto…

Fammi entrare

imagesMale… Mi sono sdraiata a terra e ho respirato… Male… Avrei voluto cadere… Mi hanno esaudito… Sono caduta… E più faccio e meno sembra essere sufficiente… E sento il peso della vita…

Abbiamo urlato… La testa rimbomba… Mi fanno male le orecchie… Una verità, una sola, ce la siamo detta?

“Ele, ti prego non uccidermi!” ho perso un battito… Ho perso un po’ di vita… Ho avuto paura… Sola, nel ribollire degli eventi e non mi distrae nemmeno questo e mi impegna e c’è sempre qualcosa o qualcuno da aspettare e c’è sempre un ritardo da giustificare e un incidente che può capitare…

Le cose non devono capitare… Le cose si programmano… Ho programmato la mia ansia e mi sono rosa… E le mie ulcere si allargano e non guariscono… E le mie ulcere fanno male…

La lingua non si ferma e continuo a parlare di qualunque cosa… Lascia correre… Lascio correre… Corriamo, perchè dobbiamo farne di cose e vederne di posti… Camminare non è sufficiente…

Mi sono resa indipendente da quella schiavitù, ma ora, qui da sola, non so… Non so più quanta strada mi resterebbe da percorrere se… Se tu… Se noi… Se mi avessi detto… Se l’avessimo saputo prima quanto era difficile essere adulti, mentre ci stringiamo sotto le coperte e cerco di lenire le tue ansie… “Va tutto bene… Sono qui”…

Ho scoperto che sto davvero male a vederti così… Ho scoperto che ci tengo… E ogni parola che tu dici io la serbo e tutto diventa parte di noi… E ogni parola la stringo e so che posso appoggiarmi…

“Diventi ogni giorno più bella…”

E i tuoi amici che sanno venire a trovarti e a farti compagnia… E i tuoi amici che sanno respirare con te il fumo della tua stanza… I tuoi amici, ma anche io… Lasciami entrare, per favore?

Per favore…

Abbandonami ancora se ci riesci

Alle volte scrivo, una volta scrivevo di più… Scrivevo dovunque e per chiunque… C’era sempre un motivo… Ho scritto il mio numero di telefono con la matita per gli occhi sopra una tovaglietta in un ristorante… Ho scritto frasi sulle agende degli altri… C’è sempre ancora un motivo per dire qualcosa, ma il tempo ti toglie la forza di dirla…
Cercavo un posto in cui la serenità fosse sempre a portata di mano, pieno di gente che parla e urla… Quando vieni messa da parte, quando ti riciclano… Come ti senti? E’ tutto come prima! Lasciamelo dire A., sono proprio contenta che tutto sia come prima, prima di conoscerci forse ci parlavamo di più… Sono felice che ti sia ritrovata nelle parole che non dico io, perchè le mie sono insopportabili… Lo hai detto tu mi pare… Ricordo forse male?

Sognavo che le cose non sarebbero mai diventate complicate… E’ così… Speravo davvero che non ci sarebbero state rotture o fughe… Speravo che sarebbe filato liscio… Che sarei cresciuta… Pensavo che quest’ansia un giorno sarebbe diventata una divertente barzelletta da raccontare agli amici… Speravo che tutto sarebbe successo così, senza che io dovessi soffrire o gioire… Speravo che sarebbe successo, successo e basta…

Oggi mi sono dimostrata qualcosa, ma potrebbe non bastare…