Cioccolato

chocolandCioccolato. Lo vuoi tu questo pezzo di cioccolato?

Devi dirmi cosa vuoi farne di tutto questo, tu che non dici una parola e che hai paura di guardarti dentro… Io che sono a disagio, che cerco conforto, che cerco supporto… Attendo che tu mi dia un morso, come quella volta… Ricordi? Ho avuto il livido per mesi… Che sapore avevo? Di fragola.

Sei cattivo come i primi mesi, te lo ricordi? Arrabbiato e nervoso. E poi ti sei addolcito, non sono una minaccia. E sfogavi su di me quel te stesso che ora non sai più trovare, tra i morsi, le urla, il sesso e mi sentivo parte di un progetto più grande.
Ora siamo così, placidi davanti una televisione che si spegne e va via la corrente anche tra di noi. Siamo forse caduti nell’abitudine, siamo forse innamorati di altri?

Siamo ancora cioccolato?
Io ho fame. Tu? Tu ne vuoi ancora?

Storie già scritte, libri già letti

2016-01-19-15.53.51Tutte le storie sono già state scritte, tutte le canzoni cantate e noi pensiamo ancora di essere originali…

Tutti i bei libri sono già stati scritti, quindi cosa ci resta?

Mi resta l’abbraccio sonoro durante la notte, pieno della musica che suoni tutti i giorni e io non ci sono, perché il mio corpo non è musicale.

E tu cerchi invece di appoggiarti, e cerchi il calore. Io ho mani esperte e so dove cercare il tuo dolore, io so come tamponarlo, ma tu hai mai provato a trovare il mio?

Ti sei mai chiesto se sono felice con te?

La paura di rimanere soli ci fa fare tante cose sbagliate…

La vita non sempre sorride, lasciala correre.

Viviamo storie scritte da altri e leggiamo libri già letti.

Varese

imagesVarese è gialla… Tra le luci della sera, su un pullman che ti porta dal ragazzo che ami, Varese è gialla. Giallo chiaro… Varese è bella… Varese è casa.
Varese è fredda d’inverno e calda d’estate… Varese è una città come tante altre… E io ho corso tra le sue vie e baciato e detto “Ti Amo”, persa nella sua luce gialla… Varese è gialla come il sole e verde come i suoi giardini, Varese Città Giardino… Varese che corre, che cresce, che ha la sua Università.
Varese è fredda per chi viene da fuori, perché gli abitanti stanno sulle loro. Varese è più interculturale di quanto, molti, vogliano ammettere. Varese vuole essere moderna… Varese che si perde in un bicchier d’acqua. Varese che non ha una discoteca decente. Varese, che i suoi adolescenti non vedono l’ora di fare 18 anni per poter prendere la patente e andare a ballare a Milano. Varese che ha il Salotto, e grazie che esiste quel posto, perché l’Amore è Amore in qualsiasi sesso esso si riversi.

Varese che produce Laureati,

Vento soffia più piano così l’amore si fermerà,
Forte soffia sul pianto ed un sorriso rinascerà.
G. Gotti.

Dott.ssa Eleonora Visconti

L’amante di Catullo

7858Amiamo in modo differente, ché il mio amore è ricco di odio e tu lo sai… Le favolette sono finite da tanto tempo, da quando ho imparato a sfruttare completamente la rabbia e il sesso e da allora amo odiando e odiandomi…

Spingo la rabbia al limite e trovo lì la forza per amare, utilizzando una passione al filo della sanità mentale e tradisco me stessa tutte le volte che dico qualcosa di dolce e che vengo mossa a commozione… Tutte quante dentro di me queste bestie. Che mi hanno confuso. Per tanto tempo.

E il mio amore è fisico e forte. E non importa quello che sei, ma cosa sei. Amo alla ricerca del piacere dell’anima e dei sensi. Per il mio e il tuo. E io odio le principessine, ma amo le buone maniere e le cose fatte a modo.

E ti amo odiando il tuo disordine. E più ti perdi nei tuoi pensieri e meno sei qui insieme a me e più ti odio e l’odio mi costringe ad amarti e a riportarti qui, ma non ci vuoi stare con me.

Chissà cosa c’è di bello lì, dove vai…

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
(Catullo)

Novembre

autunno25Novembre è un mese che non esiste, una transizione tra Ottobre e Natale. Neanche Dicembre esiste, la vita riprende a Gennaio, i mesi cominciano a scorrere di nuovo e il tempo si riapre e ti sembra di poterne avere ancora.

Si ascoltano canzoni che a Novembre ti ammazzano, e domani sarà Dicembre e il tempo è finito, non ce n’è più.

E il tempo è finito a Parigi, in Siria, in Libano e in Mali e dovunque qualcuno lanci una bomba, il tempo è finito e i minuti di silenzio sono solo il segno dell’impotenza dell’umanità.

Il tempo è finito, e siamo tutti alla fine di qualcosa.

Stiamo appesi agli alberi aspettando la neve, io non voglio essere bloccata dalla neve, io voglio continuare a ballare…

E’ arrivato il freddo ed è finito il tempo… Ci rivediamo a Gennaio…

 

Rovine

rabbiaCon la voglia di cercare un sorriso, di quelli che non si vedono da tanto tempo e una risata cristallina… E ti ritrovi a fare foto ad una parete a specchio e pensi, non sarò mai più felice di così…

Ma a volte sei tu quello dall’altra parte, che sta urlando e forse nemmeno vuole rispondere. Dietro tutto quel vetro chi si nasconde?
E i sorrisi, che fine hanno fatto davvero?

Non so fingere e non c’è niente di peggio che il dover fingere di essere felici quando vorresti urlare che non è così… Grazie a Dio c’è il vino a sciogliere le membra e i sorrisi e abbracci le persone e sai che quel tocco sulla mano forse è di troppo, ma non ti importa e lasci che le cose scorrano e ti ritrovi a mangiare dolcetti, a volere il cioccolato e a casa la dispensa è vuota…

Ho dovuto mostrarmi diplomatica e l’ho fatto… Ora voglio quello che è mio e che mi spetta… Perchè io so che è lì e che mi aspetta e ci voglio andare… Ci voglio andare insieme a te…

Dovevo correre e mi sono fermata, fermata a respirare… Mi sono alzata, invece, e ho urlato… E ho pianto, perchè ero arrabbiata e mi sono sentita un nulla, lì tra le tue risa, lì sotto il tuo sguardo… E ero arrabbiata perchè so quello che valgo e so quello che ho fatto, le mie unghie lo sanno, le ho rosicchiate fino all’ultimo…

Ciao, come stai? Ti chiamo da qui, chi sa se ancora pensi di avermi spezzato il cuore…

Io ho riaperto le porte e ho lasciato che il mondo entrasse di nuovo e ho detto di no alle rovine di una vita che, forse, non era nemmeno mia…

Giro del mondo

DSC00992Alla fine ho pianto, davanti all’Albero della Vita io ho pianto. Ho pianto nel Padiglione dell’Italia, della Polonia, della Corea, io piangevo…
Il mondo è meraviglioso, le culture sono meravigliose e io ero sopraffatta da tutte queste cose stupende, dalla capacità di far risorgere la Terra nel centro di Rho, dal sentirmi in mezzo a qualcosa di estremamente importante, qualcosa che finirà nei libri di storia.
E io ero lì che facevo milioni di foto e mi sentivo parte di qualcosa!

Ed è stato fantastico essere lì con te, con te che mi tenevi per mano e mi accompagnavi per il nostro giro del mondo, quello che ci siamo promessi mille volte di fare, ma che chissà quando davvero potremo farlo.

Avrei voluto festeggiare, oggi o il mese prossimo e invece ci tocca aspettare…

E che mondo sarebbe senza l’Italia, tutta la magia, tutto il cibo e le persone, i poeti e i musicisti, mancherebbe gran parte di quello che conosciamo… Mancherebbe un tirante dell’umanità. Chissà che nome avrebbe l’America e se la Cina sarebbe diventata lo stesso una potenza mondiale.

Voglio tornare all’Expo, io ci voglio tornare.